Home sweet home!

 
17/giugno/2014 
ore: 7.40
*mentre dormo tranquilla* "HAI UN GONIOMETRO?" urla mia madre entrando in stanza... Beh sì buongiorno anche a te, è una stupenda mattina d'estate, le mie intenzioni erano di dormire finchè non avessi sentito i crampi allo stomaco per la fame ma ok, mi sveglierò alle 7.40 a quanto pare! "Un goniometro?!" rispondo, non riuscendo ancora a connettere tanto bene da focalizzare l'immagine di un goniometro. "Sì serve a tuo fratello per l'esame di matematica.", risponde lei dirigendosi verso la scrivania con la stessa espresione assurda di uno stitico che corre in bagno dopo aver preso i lassativi, "Ne avevate due a testa, può essere che non se ne trovi uno?!". Mi sento costretta ad alzarmi: il primo piede è fuori, ma mentre faccio per poggiare il secondo a terra, mi sbilancio e cado. Ecco, sono sveglia! Mi alzo, vado verso la scatola della cancelleria con la vista appannata, sposto qualche confezione di colori, colori di tutti i tipi: pastello, pennarelli, cera, tempera, acquerelli, a olio... vedo una cosetta trasparente con un foglio giallo dentro, insieme a un cosetto tondo: è lui! "Tieni mamma, l'ho trovato!" le dico mentre già urla con mio fratello; lei arriva lo prende dice grazie e riesce. Quando sento chiudere la porta di casa penso che finalmente posso dormire, e così faccio! 
Alle 11.25 suonano al citofono: beh fantastico, ora che avevo preso sonno per bene. Rispondo e mio fratello era sotto casa perchè aveva finito l'esame, apro e lui sale; quando entra mi dice pure "Stavi ancora dormendo?"... freno il mio impulso omicida e gli dico "Sì, mi avete spezzato il sonno stamattina; se fossi stata un orso in letargo vi avrei mangiato, quindi ringrazia!".
Mi preparo, rifaccio il letto, apparecchio e arriva mia madre; la prima cosa che fa?! Arrabbiarsi perchè la notte avevo fatto tardi aggiungendo di avere mal di stomaco. C'è da sapere che mia madre soffre di mal di stomaco quando è nervosa, e ovviamente io ne ho preso da lei, ma lei non perde occasione per marcare il nostro contributo al suo malessere.
Finito di mangiare vado in camera a disegnare, poi decido di fare dei dolci con il riso soffiato, mentre il resto del pomeriggio lo passo al computer. Quando ritorna mamma sento che è arrabbiata, mi saluta sbrigativamente e va in camera sua; tempo due minuti e viene da me ancora più girata di prima: "Chi ha preso una bomboniera?!"
"Noi, per mangiare i confetti"
"Ve li siete mangiati?! Ma di chi è stata l'idea? Una era per vostro zio l'altra per i cugini di su! Ma che vi costava chiedere?"
Non essendo dell'umore adatto a rispondere sto in silenzio e aspetto sperando che finisca il prima possibile.
Quando torna, mio padre va in cucina a salutare mamma, sento che dice qualcosa e dopo viene da me: "Perchè tua madre sta mangiando da sola?", la chiamava 'tua madre' solo quando si stava infastidendo e non volendo sentire storie faccio spallucce, lui borbotta e se ne va. Dopo poco torna dicendomi di stare tranquilla che la bomboniera sarebbe stata ricomprata, non era certo un problema; apprezzavo il tentativo ma non era certo quello a farmi stare così, quindi non rispondo e continuo a scrivere al computer mentre mi chiede di andare a mangiare. "Non ho fame, non ho voglia di mangiare. Andate voi, ho fatto anche i dolci se dopo li volete", annuisce e se ne va. Avevo la stessa vitalità di un opossum che si finge morto! A mezzanotte meno venti vado in cucina: prendo un pezzo di provola fresca, metto due fette di pancarrè nel tostapane , mangio il tutto, prendo il cambio per la notte e il mio accappatoio e mi butto sotto l'acqua calda. Lascio andare le mani lungo il corpo, senza forze, e l'acqua che mi cade sulle spalle scivolando via, assieme ai miei pensieri. E ora eccomi qui a scrivere della mia fantastica avventura nella giungla, dove vince chi è più forte ma sopravvive chi si nasconde, resiste e persiste!