Odore di te.

 
Ultima settimana di scuola. Ultimi giorni prima delle vacanza. Utimi giorni prima di lasciarmi andare, e stare tutto il giorno con Matteo. Ma questi ultimi giorni li passo con Emme, glielo devo: l'ultima volta che Matteo è venuto da me lei ha bussato alla porta di casa disperata, stravolta e mi ha buttato le braccia al collo piangendo a singhiozzi. Non so bene che cosa le sia successo quel giorno ma l'ho fatta sedere sul divano, e io mi sono accomodata vicino a lei, che subito si è accoccolata sulle mie gambe lasciandosi accarezzare teneramente i capelli mentre si calmava. 
Matteo stava scendendo le scale ma gli ho fatto segno di risalire, perchè sapevo che le serviva un momento tra amiche, e lo ha capito anche lui che silenziosamente è uscito dal retro, ho sentito accendere il motorino e mettersi in moto. Dopo una decina di minuti lo sento tornare, entra con una busta del supermercato e un cartone di pizza enorme; lascia tutto sul tavolo, mi baci teneramente sui capelli e io lo sento inspirare profondamente per rubare il mio profumo per poi uscire. 
Dopo una mezz'ora ad accarezzarle i capelli smetto e lei alza la testa per poi mettersi a sedere e esclamare "Mangiamo che ho fame"; si alza, va al tavolo, apre il cartone e tira fuori un trancio di pizza, così io faccio lo stesso.
Mentre sto per finire la seconda fetta di pizza decido di vedere cosa conteneva la busta del supermercato, così la apro e vedo una vaschetta di gelato al cioccolato, così mi viene da ridere sommessamente e scuotere la testa, afferro il telefono e scrivo un messaggio: 'Grazie' e mentre lo invio penso al suo sorriso e a quanto io lo adori, a quanto lui sia fantastico.
Lo pensa anche Emme mentre mangia il gelato, lo so perchè ha detto "Io adoro il tuo ragazzo! Giuro che lo amo" e poi ha preso il mio telefono per chiamarlo e dirglielo; io ho sentito la sua bellissima risata dall'altoparlante del microfono e mi sono venuti i brividi, poi Emme mi ha passato il telefono e gli ho parlato, quelle poche parole che ci siamo scambiati mi hanno fatto pensare a quanto io lo volessi lì, e lo desiderassi sotto tutti gli aspetti.
Abbiamo messo su un film Disney e ce lo siamo viste sdraiate sul divano per poi andare in camera mia e vederla crollare nell'istante stesso in cui ha posato la testa sul cuscino, allora ne ho approfittato per scrivere un messaggio a Matteo.
Trenta secondi dopo scarsi lui era sotto casa mia, io lascio un messaggio sul telefono di Emme e scendo, anzi corro, volo non ne sono certa. Apro la porta, lo vedo e mi si illuminano gli occhi prima di saltargli addosso e baciarlo, finchè ho avuto fiato nei polmoni, e quando mi sono staccata mi ha abbracciata, avvolgendomi con la sua felpa calda, morbida, profumata, impregnata di amore. Mi sentivo semplicemente speciale, solo sua. Mi allontano per guardarlo bene negli occhi e dirgli "Ti amo".
Da quella notte dormo accoccolata nella sua felpa, anche se è estate e ci sono duecento gradi all'ombra. Almeno sento il suo profumo dato che ho promesso a Emme di stare con lei un'intera settimana e che avrebbe avuto l'esclusiva delle mie attenzioni.
In realtà ci vediamo la notte, ma non posso scendere ad abbracciarlo, perchè i miei si sveglierebbero se aprissi la porta, credo.
A Emme non le ho potuto neanche dire che ci siamo detti ti amo, e gli occhi con cui mi ha guardata quando gli ho detto quelle due semplici, breci, concise parole, che hanno dentro qualcosa di indescrivibile, indefinibile. E neanche le ho potuto dire che non mi ha detto "anch'io" come avrebbe fatto chiunque, risultando banale e forse anche poco sincero, quasi come se fosse dovuto, no, lui mi ha guardata e mi ha detto "Io te lo dovevo dire e te lo voglio dire, quindi adesso ascoltami: TI AMO, TI AMO COME NESSUN'ALTRO MAI POTREBBE. Ti sogno ogni notte, e non vedo l'ora che sia mattina per poter venire sotto casa tua, aspettarti scendere per poi vederti, e fare il pieno di felicità per tutta la giornata con una tuo sorriso, o anche se non per la giornata, il carico per le ora che riesco a starti lontano che, credimi, non sono tante, e sarebbero anche meno se sol potessi. Ti voglio, ti voglio mia, sei mia, sei la mia vita, se tu ti trovassi in pericolo io darei la vita per te, ti farei scudo con me stesso, perchè non servirebbe a iente vivere senza di te. Sei la cosa più bella che mi sia mai capitata, e ti giuro che non ti darò mai per scontata e la mia ragione di vita è e sarà dimostrarti quanto tu sia speciale, per me e per il mondo".
Ma tutto questo, insieme al fatto che la notte sotto casa mia mi porta una rosa, una alla volta, con sopra una parola sempre diversa, che alla fine della settimana dovrebbero formare una frase, non posso dirtelo, perchè nell'esclusività delle attenzioni sono compresi gli argomenti di discussione, che quindi non possono includere te!
Non lo fa per cattivera o invidia, ma solo perchè ha bisogno di un'amica che ci sia sempre, in ogni istante.
Alla fine venerdì, cioè l'ultimo giorno della settimana 'esclusiva', mi ha detto cosa le è successo e io mi sono sentita molto meglio a sapere cosa aveva ridotto la mia migliore amica uno straccio, incapace di reagire e ridotta a ignorare e fare finta che niente fosse successo e quindi ora la capisco meglio e la posso aiutare anche se semplicemente evitando ciò che potrebbe farla stare di nuovo male. Intanto la settimana è finita e io posso tornare da Matteo, con moderazione però!
Non farmi aspettare troppo, buona questa dato che il ritardatario è lui, ma non stamattina, anzi! Guardo l'orologio: 7:23, deve essere successo qualcosa se è non solo puntuale, addirittura in anticipo. Io sono pronta quindi scendo, cercando di darmi un contegno, anche se muoio dalla voglia di sentire il suo profumo, abbracciarlo, baciarlo, affondare la testa nel suo petto e lasciarmi andare alla sua presa avvolgente. Arrivo giù, lascio un biglietto a mamma, apro la porta e... sono tra le sue braccia in meno tempo di quanto me ne servisse per rendermene conto. Lui mi guarda, sorride, e non riesce a smettere neanche per baciarmi, così lo faccio io e sono felice di risentire il suo sapore, il suo odore... in quel momento mi vengono in mente i girasoli: il sole non sta fermo si muove, e perciò il girasole deve fare altrettanto per seguirlo, si deve adattare alle esigenze, e quale simbolo migliore, per quel momento? Io e lui raggiriamo le difficoltà adattandoci nel tentativo di seguire il sole. Sì, quel momento era un 'momento girasole'.